ESPOSIZIONE A NOVARA 2026
Pieghevole
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Benvenuti!: il mio collega Sebastiano Vassalli
Sala Culturale vicolo San Giacomo 4. Un vicolo "apparentemernte" nascosto ma vicino "all'ongolo delle ore "come si dice a Novara.
Corso Cavour con a sinistra vicolo San Giacomo
Non intendo vantare competenze che non mi competono ma semplicemente condividere delle riflessioni.
Artigiani sono il falegname, l’ebanista, l’imbianchino, il pittore, lo scultore, lo scrittore, il poeta, etc. Mentre la definizione, direi d’ufficio, di “artista” si attribuisce al pittore come se soltanto il pittore, a prescindere da ogni tipo di valutazione, sia in possesso della capacità di infondere “aura” (Walter Benjamin) in virtù della unicità delle sue realizzazioni. Qualcuno, le definisce creazioni, ma il pittore realizza utilizzando dei “medium” e non dal “nulla”.
Proviamo un parallelismo fra la comunicazione scritta e quella pittorica. La gerarchia delle professioni legate alla scrittura prevedono: lettore, giornalaio, giornalista, scrittore e/o poeta. Nell’artigianato visivo, campo delle manipolazioni individuali (il cinema è una produzione di gruppo) abbiamo: il committente o acquirente, l’imbianchino, il decoratore, il pittore, lo scultore, il fotografo, il grafico, etc.
Una lettera commerciale, un romanzo o una poesia rispettano le medesime regole. A quanti scrivono fatture commerciali o lettere non si richiedono doti “artistiche”.
La tecnologia aiuta, semplifica. Molte pratiche sono state rese accessibili a tutti. Legittimo domandarsi se la riproducibilità tecnica potrebbe originare un’aura. Il design, per esempio, è all’origine di una produzione industriale seriale di un oggetto e gli si attribuisce un valore estetico distribuito. Abbiamo una “aura frazionata”? Nelle “arti visive”, da secoli, abbiamo la tecnica dei multipli: acqua forte, serigrafia, etc. Abbiamo ancora molta manualità individuale ma la tecnologia è presente e non sminuisce la sua “aura”.
La pittura non ha mai disdegnato le innovazione tecnologiche. Appena disponibile, si è avvalsa della prospettiva, delle lenti per convogliare la luce (Caravaggio ed altri) e dei colori industriali: gli impressionisti.
La fotografia, al suo esordio, ha attinto alle strutture della pittura. Raggiunta la maturità, abbiamo avuto il ribaltamento. Il pittore si avvale della fotografia perché capace di fissare l’attimo che sfuggirebbe alle lunghe osservazione con pose dal vero.
Oggi, la civiltà dell’immagine, tutti con il telefonino “postano” immagini invece che parole. Immagini che potenzialmente potrebbero arricchirsi di quell’aura fissando momenti irripetibili, tecnologicamente replicabili ma con tanta carica comunicativa. La pittura ad affresco, ha raccontato per gli analfabeti. Molti affreschi (1200/1300) fra Rinascimento e Barocco sono stati scalpellati e ricoperti con pitture più verosimili con la tecnica della prospettiva. Gli affreschi giunti a noi, sono stati valorizzati dal Romanticismo con la riscoperta del sentimento e la spiritualità medievale in contrapposizione al razionalismo neoclassico.
Il Dadaismo (1916 attivo fino al 1922-24) dissacra l’arte, utilizza materiali di recupero, oggetti quotidiani in funzione provocatoria: “Fontana” l’orinatoio capovolto di M. Duchamp; fino alla pittura che non decora cattedrali ma muri vuoti e squallide recinzione di periferia: graffiti, Street Art. Vale l’idea più della tecnica? L’immagine fotografia, la stampa, non hanno la sacralità, ma vantano l’unicità o la molteplicità (riproduzione seriale) e non copie di qualcos’altro. Molta “Arte” giunta fino a noi è dovuta a quanto i nostri antenati hanno considerato Arte? Forse sì.
Le mie più modeste esperienze, sono un ritorno alla pittura da cavalletto, alla pittura naturalistica di piccoli oggetti con tecnica mista che garantisca risultati prossimi agli strumenti della comunicazione visiva popolare, di massa: la fotografia, con attenzione a una luce particolare e quasi teatrale.
Salvatore (Tino) Conterosito
Combattimento per un’immagine : fotografi e pittori : Torino, Galleria
civica d’arte moderna, marzo-aprile 1973
Walter Benjamin- “ L’opera d’arte all’epoca della sua riproducibilità tecnica” 1936
Conterosito -
Mela & Melo (cm 50 x 60)
Conterosito -
Mela Melograno Pera (cm 50 x 60)
Conterosito -
Mela con bicchiere (cm 50 x 60)
Conterosito -
Uva scura (cm 50 x 60)
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